Alcol e rischio Alzheimer: perché limitarne il consumo dopo i 65 anni

Esiste una relazione significativa tra il consumo di alcol ed il rischio di sviluppare l’Alzheimer che è stato studiato nello specifico dal dottor Richard Restak con il suggerimento, una volta compiuti i 65 anni, di abbandonare le bevande alcoliche dalla propria dieta.[1]

Alzare il gomito sarebbe quindi un’abitudine strettamente legata ad una riduzione della materia bianca nel cervello che a lungo andare può a sua volta essere la causa del deperimento delle cellule cerebrali anche in giovane età.

Gli alcolici sono infatti “neurotossine dirette”, ovvero sostanze che danneggiano e compromettono il normale funzionamento del sistema nervoso portando lentamente al declino cognitivo e a tutti i disagi che la demenza porta con sé.

Ciò non significa dover rinunciare definitivamente, per esempio, anche al vino, ma «limitare l’assunzione di alcol a non più di 14 unità a settimana, distribuite su almeno tre giorni»[2] e di ridurre anche altri fattori che concorrono all’insorgenza dell’Alzheimer come sedentarietà, alimentazione sbilanciata o eccessivi livelli di stress.

Note

  1. Legardi Cecilia, 22 aprile 2024, Alzheimer: l’alcol accelera la malattia: «l’età in cui smettere di bere». I consigli dell’esperto., Leggo, http://www.leggo.it/esteri/news/alzheimer_alcol_accelera_malattia_eta_smettere_di_bere_22_4_2024-8073330.html?refresh_ce
  2. (Fonte già citata)